Energy: ottiene permesso per fase due Gigafactory batterie
A poco più di un mese dall’annuncio della costruzione della prima Gigafactory italiana, risultato della joint venture tra Energy S.p.A. e Pylon Technologies Europe Holding, Energy ha ricevuto dalle istituzioni di competenza il permesso per la costruzione della prima fabbrica italiana che ospiterà la fase 2 del progetto, ovvero l’ampliamento della produzione di batterie per sistemi di accumulo di energia da fonte rinnovabile.
La produzione riguarda batterie LFP (litio-ferro-fosfato) cobalt-free, necessarie allo stoccaggio di energia prodotta da fonti rinnovabili, in particolare da pannelli fotovoltaici. La produzione di fase 2 è, in particolare, rivolta al mercato europeo.
La Gigafactory sorgerà a fianco dell’attuale sede operativa di Energy S.p.A, all’interno della quale si stanno realizzando le linee produttive di fase 1 caratterizzata da una capacità produttiva di 600-800 batterie al giorno, pari a 3-4 Megawattora (MWh) di capacità di accumulo.
La capacità produttiva sarà dell’ordine di diversi Gigawattora per anno, aumentando di 10 volte rispetto alla fase 1; l’avvio delle linee è previsto nel 2025.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.