Schnabel (Bce): “Inflazione core persistente, ancora strada da fare”
La Bce non ha ancora terminato il proprio ciclo di inasprimento monetario, poiché l’inflazione core rimane ostinata. È quanto ribadito da Isabel Schnabel, membro esecutivo del Consiglio Direttivo dell’istituto.
“Abbiamo ancora terreno da coprire; quanto debbano ancora salire i tassi dipenderà dai dati in arrivo”, ha affermato in un’intervista al quotidiano olandese De Tijd. L’inflazione sottostante “è più persistente e rimane elevata, con i servizi che giocano un ruolo chiave per via dell’impatto relativamente forte dei salari sulla dinamica dei prezzi in questo settore”.
“Il costo di fare troppo poco continua ad essere maggiore del costo di fare troppo. Questo perche’ una volta che l’inflazione si è radicata nell’economia, diventa molto più costoso combatterla”, ha aggiunto Schnabel.
“Voglio essere molto chiara: raggiungere il picco dell’inflazione di fondo non sarebbe sufficiente per dichiarare la vittoria: abbiamo bisogno di vedere prove convincenti che l’inflazione stia tornando al nostro obiettivo del 2% in modo sostenuto e tempestivo. Non siamo ancora a quel punto”.
Il Consiglio Direttivo della Bce si riunirà la prossima settimana a Francoforte e l’attesa dei mercati è per un altro rialzo di 25 punti base.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.