Europa in recupero nel giorno della Bce, Piazza Affari termina a +1,4%
Chiusura positiva per le borse europee dopo le delibere della Bce e gli ultimi sviluppi sul caso Credit Suisse. Il Ftse Mib di Milano archivia gli scambi in rialzo dell’1,4% a 25.918 punti, con acquisti in particolare su Iveco (+5,7%), Moncler (+4,3%), Italgas (+4,2%) e Saipem (+3,95%) mentre arretrano Telecom Italia (-1%), Eni (-1,2%) e Mediobanca (-0,3%).
La Bce ha alzato i tassi di 50 punti base, confermando la determinazione nel riportare l’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine, ma ha evitato di fornire indicazioni sulle prossime mosse. Con riferimento alle recenti turbolenze sui mercati, il Consiglio direttivo ha sottolineato che il settore bancario dell’area dell’euro è dotato di buona capacità di tenuta, con solide posizioni di capitale e liquidità.
Nella conferenza stampa successiva alla riunione, la presidente Christine Lagarde ha ribadito che “le decisioni si baseranno sui dati” e che la risposta della Bce dipenderà dalle prospettive di inflazione, le dinamiche dell’inflazione sottostante e la forza di trasmissione della politica monetaria. L’entità del rialzo odierno è stata votata “a larghissima maggioranza”. Per quanto riguarda le banche, “si trovano in una posizione molto più forte rispetto al 2008”.
A sostenere il sentiment dei mercati ha contribuito il recupero di Credit Suisse (+18,7%) grazie al prestito da 50 miliardi di franchi che la banca centrale svizzera ha messo a disposizione dell’istituto elvetico.
Ben intonata anche Wall Street, con l’S&P500 a +1,1% e il Nasdaq a +1,7%, complici le indiscrezioni sul possibile supporto delle maggior banche, tra cui Jp Morgan e Morgan Stanley, a First Republic Bank, prossima indiziata al fallimento dopo i default di Svb e Signature.
Sull’obbligazionario, tornano a salire i rendimenti obbligazionari, con il decennale italiano al 4,15% mentre lo spread Btp-Bund si contrae a 190 punti base. Fra i Treasury statunitensi, il biennale risale al 4,1% e il decennale al 3,51%, con i riflettori già puntati verso la riunione della Fed della prossima settimana.
Sul Forex, l’euro/dollaro si attesta a 1,062 e il dollaro/yen arretra a 133, mentre fra le materie prime il petrolio (Brent) si fissa a 74,4 dollari e l’oro a 1.919 dollari.
Dall’agenda macroeconomica sono giunti i dati settimanali sulle richieste di sussidi di disoccupazione negli Usa, in calo a 192 mila unità.
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