Boom vendite al dettaglio, +3% a gennaio. Stracciate le stime anche ex auto e benzina
Nel mese di gennaio, le vendite al dettaglio degli Stati Uniti sono balzate del 3%, riportando il balzo più forte dal marzo del 2021.
Escluse le vendite di auto, il dato è salito del 2,3%. Escluse le vendite di auto e di benzina, il rialzo è stato pari a +2,6%.
Il balzo delle vendite al dettaglio pari a +3% è stato quasi doppio rispetto alla crescita dell’1,8% stimata dagli analisti e ha confermato una forte ripresa delle spese per consumi, visto che a dicembre la performance era stata di una flessione pari a -1,1%.
Anche escludendo le vendite di auto, il dato ha stracciato le stime, con un rialzo del 2,3% decisamente superiore al +0,8% previsto e dopo il -1,1%, anche in questo caso, di dicembre.
Sorprendenti anche le vendite al dettaglio depurate dalle vendite di auto e benzina, salite per l’appunto del 2,6%, rispetto al calo dello 0,7% precedente.
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Nel mese di giugno, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) negli Stati Uniti, esclusi cibo ed energia, è rimasto invariato rispetto al mese precedente, mentre l’indice generale è sceso dello 0,4%. Le stime mediane prevedevano un leggero aumento. I rendimenti sono scesi e i futures dell’S&P 500 sono aumentati in risposta ai dati del CPI inferiori alle attese. Il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha ribadito la sua posizione contro l’inflazione persistente.
Focus su inflazione Usa, attesa in rallentamento a giugno, e testimonianza alla Camera del presidente Fed Warsh. Al via trimestrali Usa
Il petrolio Brent ha superato gli 85 dollari al barile per la prima volta in un mese, in seguito alla decisione del Presidente USA Donald Trump di reimporre un blocco sulle navi iraniane nello Stretto di Hormuz. Questa mossa ha acceso timori sulle forniture globali, portando il petrolio ai massimi livelli mensili.
Le esportazioni e importazioni cinesi hanno superato le aspettative a giugno, spinte dalla crescente domanda globale di semiconduttori e hardware per data center AI. Le esportazioni sono aumentate del 27%, mentre le importazioni sono cresciute del 36%, portando a un surplus commerciale di 125,6 miliardi di dollari.