Wall Street: futures in ribasso dopo dati inflazione Usa. Occhio a tassi Treasuries
A Wall Street futures sui principali indici azionari Usa in ribasso, all’indomani dell’Inflation Day. Alle 7.06 ora italiana, i futures sul Dow Jones scendono dello 0,30%, quelli sullo S&P 500 arretrano dello 0,43%, mentre quelli sul Nasdaq scendono dello 0,55%.
Ieri, dopo la pubblicazione del dato relativo all’inflazione Usa misurata dall’indice dei prezzi al consumo CPI di gennaio, il Dow Jones Industrial Average ha chiuso in calo di più di 156 punti; lo S&P 500 è rimasto praticamente piatto, con una variazione pari a -0.03%, mentre il Nasdaq Composite ha azzerato le perdite sofferte durante la sessione per chiudere in rialzo dello 0,57%.
“Sebbene non ci siano state grandi sorprese con l’indice CPI di oggi, si tratta comunque di un dato che ci ricorda che l’inflazione può aver raggiunto anche il picco ma, anche, che potrebbe volerci del tempo prima di vederla tornare a livelli normali”, ha commentato il manager di Morgan Stanley Global Investment Mike Loewengart, in una nota.
Nel mese di gennaio, si è appreso nella sessione di ieri, l’inflazione Usa misurata dall’indice dei prezzi al consumo CPI è salita al ritmo del 6,4% su base annua, in rallentamento rispetto al precedente incremento del 6,5%, ma oltre il +6,2% atteso dal consensus degli economisti.
Su base mensile, le cose sono andate anche peggio. Il dato ha segnato un rialzo dello 0,5%, superiore al +0,4% atteso, e in decisa crescita rispetto al precedente aumento dello 0,1%.
Quest’ultimo trend di dicembre è stato tra l’altro rivisto al rialzo dal -0,1% inizialmente riportato.
Sempre su base mensile il CPI core, ovvero l’indice CPI depurato dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi energetici e dei beni alimentari, è salito a gennaio dello 0,4%, crescendo su base annua del 5,6%, ritmo inferiore rispetto al +5,7% di dicembre ma più del +5,5% previsto dal consensus.
Insomma, l’inflazione degli Stati Uniti rallenta ma non al ritmo previsto dagli economisti e sperato dai mercati, fattore che dimostra come l’ansia sui nuovi rialzi dei tassi da parte della Fed di Jerome Powell sia destinata a rimanere.
Prima della diffusione del dato, il trading desk di JP Morgan aveva avvertito che un rialzo dell’indice CPI su base annua compreso tra il 6,4% e il 6,5% avrebbe provocato nella sessione odierna un calo dello S&P 500 dell’1,5%. Lo S&P 500 ha invece terminato la sessione praticamente piatto.
Sul mercato del reddito fisso, i tassi dei Treasuries Usa a dieci anni sono saliti di 4 punti base, al 3,76%.
Breaking news
Nel mese di giugno, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) negli Stati Uniti, esclusi cibo ed energia, è rimasto invariato rispetto al mese precedente, mentre l’indice generale è sceso dello 0,4%. Le stime mediane prevedevano un leggero aumento. I rendimenti sono scesi e i futures dell’S&P 500 sono aumentati in risposta ai dati del CPI inferiori alle attese. Il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha ribadito la sua posizione contro l’inflazione persistente.
Focus su inflazione Usa, attesa in rallentamento a giugno, e testimonianza alla Camera del presidente Fed Warsh. Al via trimestrali Usa
Il petrolio Brent ha superato gli 85 dollari al barile per la prima volta in un mese, in seguito alla decisione del Presidente USA Donald Trump di reimporre un blocco sulle navi iraniane nello Stretto di Hormuz. Questa mossa ha acceso timori sulle forniture globali, portando il petrolio ai massimi livelli mensili.
Le esportazioni e importazioni cinesi hanno superato le aspettative a giugno, spinte dalla crescente domanda globale di semiconduttori e hardware per data center AI. Le esportazioni sono aumentate del 27%, mentre le importazioni sono cresciute del 36%, portando a un surplus commerciale di 125,6 miliardi di dollari.