Inflazione Usa: crescita indice CPI rallenta per settimo mese consecutivo, ma meno delle attese
La buona notizia è che l’inflazione degli Stati Uniti misurata dall’indice dei prezzi al consumo CPI si è indebolita per il settimo mese consecutivo. La cattiva notizia è che il rallentamento sta avvenendo in misura minore rispetto a quanto previsto dagli economisti.
Da segnalare che l’indice CPI è un dato cruciale che permette agli investitori di avere un quadro più chiaro sul trend dell’inflazione e dunque anche sul trend dei tassi di interesse, che la Fed guidata dal presidente Jerome Powell continua ad alzare proprio per sconfiggere la fiammata dei prezzi.
Fiammata dei prezzi che si sta in effetti smorzando, ma non in base ai desiderata dei mercati e della banca centrale Usa.
Nel mese di gennaio, l’inflazione Usa misurata dall’indice CPI è salita infatti al ritmo del 6,4% su base annua, oltre il +6,2% atteso dal consensus degli economisti, in rallentamento rispetto al precedente incremento del 6,5%.
Su base mensile, il dato ha segnato un rialzo dello 0,5%, superiore al +0,4% atteso, e in crescita rispetto al precedente aumento dello 0,1%.
L’inflazione core, ovvero l’indice CPI depurato dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi energetici e dei beni alimentari, è salita su base annua del 5,6%, rallentando il passo rispetto al +5,7% di dicembre, ma non come atteso dagli analisti, che avevano stimato un dietrofront della crescita al ritmo del 5,5%.
Su base mensile, il CPI core è avanzato dello 0,4%, come da attese, registrando però lo stesso rialzo su base mensile del mese precedente.
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