Fed e tassi, Powell: ‘crescita inflazione rallentata, ma necessarie prove di calo sostenibile’
Focus sui mercati sugli annunci arrivati ieri dalla Fed di Jerome Powell e sulle parole proferite in conferenza stampa dallo stesso presidente.
Nel comunicato con cui il Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, ha annunciato le proprie decisioni, si legge che l’inflazione “in qualche modo è rallentata, ma rimane elevata”.
Una frase che è stata spiegata dal presidente della Federal Reserve Jerome Powell:
“I dati sull’inflazione arrivati nel corso degli ultimi tre mesi mostrano una riduzione nel ritmo di crescita mensile” a cui si guarda con favore.
Powell ha tuttavia rimarcato anche come il lavoro della banca centrale Usa non sia finito.
“Sebbene gli ultimi sviluppi siano incoraggianti, avremo bisogno in modo significativo di altre prove che ci permettano di credere che il trend al ribasso dell’inflazione sia sostenibile”.
La Federal Reserve (Fed), banca centrale americana guidata da Jerome Powell, ha annunciato di aver alzato i tassi di interesse Usa di 25 punti base, al nuovo range compreso tra il 4,5% e il 4,75%, record dall’ottobre del 2007.
Breaking news
Netflix Inc. prevede un secondo trimestre consecutivo di crescita delle vendite in rallentamento, fatto che contribuisce alle preoccupazioni degli investitori riguardo al futuro del colosso dello streaming. Le azioni dell’azienda hanno subito un calo del 9% nelle contrattazioni after-hours. Netflix sta cercando di rassicurare gli investitori con nuove strategie di crescita e investimenti in programmazioni innovative.
Segnali positivi dall’industria tedesca
Giornata intensa per i mercati oggi, venerdì 17 luglio. In Europa i riflettori sono puntati sui dati dell’inflazione nell’area euro, cruciali per le prossime mosse della BCE
Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono aumentate dello 0,2% a giugno, trainate da forti guadagni in alcuni settori, nonostante il calo delle entrate delle stazioni di servizio. Le vendite, escluse auto e gas, sono salite dello 0,4%, mostrando la resilienza della spesa dei consumatori.