Partenza poco mossa per gli eurolistini dopo i cali di Wall Street
Avvio cauto in Europa con variazioni contenute per tutti i principali indici del Vecchio Continente, in un clima pre-festivo con volumi ridotti. L’indice EuroStoxx50 si trova al momento a quota 3.828 punti, in progresso dello 0,2%. Performance analoga per il Ftse Mib di Milano, a 23.860 punti. In lieve rialzo anche il Dax di Francoforte (+0,5% a 13.950 punti), mentre scambiano sostanzialmente invariati l’Ibex35 spagnolo (+0,08%) e il Cac40 francese (+0,02%).
Lo spread Btp/Bund avvia la seduta anch’esso poco mosso a quota 211 punti base.
Il tutto dopo i cali di ieri di Wall Street, innescati dai dati migliori delle attese sul Pil e il mercato del lavoro, che sostengono la tesi di un’economia abbastanza forte per sopportare un ulteriore inasprimento della politica monetaria.
Oggi focus sui dati relativi a fiducia dei consumatori e delle imprese in Italia e, negli Usa, su reddito e consumi personali e ordini di beni durevoli.
Breaking news
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.