Mercato lavoro Usa si conferma solido: richieste iniziali sussidi disoccupazione meglio delle stime
Nella settimana terminata il 17 dicembre scorso, il numero di lavoratori americani che hanno fatto richiesta per la prima volta per ricevere i sussidi di disoccupazione è salito di 2.000 unità a quota 216.000.
Il dato è migliore delle attese, con gli analisti che avevano previsto un aumento delle richieste dei sussidi a quota 222.000, rispetto alle 214.000 della settimana scorsa (dato rivisto al rialzo rispetto a 211.000 di richieste inizialmente comunicate).
La media mobile in quattro settimane si è attestata a 221.750, in calo rispetto alle 228.000 unitù della scorsa settimana, a conferma della solidità del mercato del lavoro Usa.
Il numero dei lavoratori americani che continuano a percepire i sussidi è sceso nella settimana terminata il 10 dicembre scorso di 6.000 unità a 1,67 milioni di lavoratori.
Breaking news
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.