Pil Usa 3Q a +3,2% (rivisto da +2,9%), frenano i futures di Wall Street
La terza e ultima lettura del Pil statunitense del terzo trimestre ha evidenziato una revisione al rialzo al +3,2%, rispetto al +2,9% della seconda lettura. Le attese erano per una conferma del +2,9% annualizzato.
La crescita delle spese per consumi è pari al +1,7%, rispetto al +2,3% della seconda stima. La componente core dell’indice dei prezzi al consumo personali (PCE – il parametro preferito dalla Fed per monitorare il trend dell’inflazione) è stata rivista al rialzo a +4,7%, a fronte del +4,6% precedentemente riportato.
Nel secondo trimestre, il Pil aveva registrato una contrazione dello 0,6%, i consumi personali erano aumentati del 2% e il PCE core era salito del 4,6%.
Il dato positivo sul Pil Usa rischia di innervosire i mercati, che sperano in segnali di rallentamento della crescita e dunque dell’inflazione. La resilienza dell’economia statunitense alimenta invece i timori di una politica monetaria ancora restrittiva per lungo tempo da parte della Fed.
I futures sull’S&P500 e sul Nasdaq hanno registrato una brusca frenata dopo la pubblicazione dei dati e al momento viaggiano in calo dello 0,8% e dell’1,1% rispettivamente.
Breaking news
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.