Webuild ottiene contratto da 2,4 miliardi di euro per maxi progetto di mobilità sostenibile in Australia
A Piazza Affari buon andamento per Webuild che al momento si muove in rialzo di oltre il 2% trovandosi così a quota 1,41 euro ad azione. Gli acquisti di oggi arrivano in scia al raggiungimento di Webuild del financial closure per il contratto per la realizzazione del progetto Sydney Metro, Western Sydney Airport Metro Line, la linea metropolitana che collegherà il nuovo Western Sydney International Airport con Sydney.
In particolare, la quota Webuild è pari a circa 3,83 miliardi di dollari australiani (in euro, circa 2,4 miliardi) e Webuild partecipa al consorzio con una quota pari a circa il 78% della joint venture che eseguirà le opere civili, partecipata anche da Siemens, e con una quota pari al 10% della project company, insieme con Plenary Group, Siemens Mobility e RATP Dev.
Parklife Metro curerà anche la gestione e la manutenzione dell’intera linea lunga 23 chilometri per 15 anni dopo la messa in esercizio.
Il contratto prevede la realizzazione di sei stazioni, nella tratta compresa tra la stazione di interscambio St. Marys e la stazione Western Sydney Aerotropolis, un deposito officina per il ricovero e la manutenzione dei treni ad Orchard Hills, ma anche l’armamento, il sistema di segnalamento e gli impianti meccanici ed elettrici dell’intera linea, la fornitura di nuovi treni driverless.
La nuova linea supporterà la crescita di tutta l’area occidentale di Sydney, con migliaia di occupati previsti per la fase di realizzazione.
Questo progetto rappresenta un ulteriore riconoscimento del vasto expertise di Webuild nel settore della mobilità sostenibile, consolidato con la realizzazione di progetti ferroviari e linee metropolitane in tutto il mondo.
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Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.
Poste Italiane ha registrato ricavi record di 6,8 miliardi di euro nel primo semestre 2026, grazie a una crescita in tutte le aree di business. L’utile netto è aumentato del 4%, mentre la raccolta netta nei prodotti di investimento ha raggiunto 2,7 miliardi di euro. La strategia aziendale è stata ulteriormente rafforzata con un nuovo accordo per la distribuzione del risparmio postale e un focus sull’intelligenza artificiale.