Meta Platforms: l’antitrust Ue accusa il marketplace di Facebook di abuso di posizione dominante
Il marketplace di Facebook, la piattaforma di microannunci, è finito sotto la lente dell’Antitrust Ue.
A Meta Platforms è infatti arrivato un reclamo formale da parte degli organismi di vigilanza antitrust dell’Unione Europea per presunta eliminazione di rivali pubblicitari collegando il marketplace di Facebook al proprio social network.
La Commissione europea ha così aperto la strada a potenziali multe o modifiche al modello di business dell’azienda.
“Con il suo social network Facebook, Meta raggiunge a livello globale miliardi di utenti mensili e milioni di inserzionisti attivi”, ha dichiarato il commissario antitrust europeo Margrethe Vestager che annuncia l’escalation del caso. “La nostra preoccupazione è che Meta leghi il proprio social network ai servizi di annunci economici online chiamati Facebook Marketplace”, il che significa che “gli utenti di Facebook non hanno altra scelta che avere accesso a Facebook Marketplace”.
Il caso è l’ultimo di una lunga repressione a livello europeo del potere di mercato di aziende tecnologiche come Google, Apple e Amazon.com che ha portato a molteplici indagini, multe e modifiche legislative. L’UE ha precedentemente multato Facebook per non aver fornito informazioni corrette nella revisione della fusione dell’acquisizione di WhatsApp.
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Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.