Fed alza tassi di 50 punti base al nuovo range 4,25%-4,5%. E’ il record in 15 anni
Così come da attese, la Federal Reserve ha alzato i tassi sui fed funds di 50 punti base, al nuovo range compreso tra il 4,25% e il 4,5%.
La stretta monetaria, di entità inferiore rispetto ai precedenti quattro rialzi consecutivi dei tassi di 75 punti base, ha portato i tassi Usa al record degli ultimi 15 anni.
La Fed guidata da Jerome Powell continua a portare avanti la lotta contro la fiammata dell’inflazione che, seppur smorzatasi negli ultimi mesi, rimane ben superiore al target sull’inflazione fissato dalla stessa banca centrale, pari al 2%.
Nella sessione di ieri, dal fronte macroeconomico Usa è stato diramato il dato relativo all’inflazione degli Stati Uniti misurata dall’indice dei prezzi al consumo CPI.
L’indice CPI è salito a novembre del 7,1% su base annua, meno del +7,3% atteso dal consensus, e in rallentamento rispetto al rialzo del 7,7% di ottobre.
Su base mensile, il rialzo è stato pari a +0,1%, meno del +0,3% atteso e in deciso indebolimento rispetto alla crescita di ottobre, pari a +0,4%.
Su base annua, la componente core dell’indice dei prezzi al consumo – inflazione depurata dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni energetici e alimentari – ha rallentato il passo dal rialzo del 6,3% di ottobre a una crescita pari a +6%.
Su base mensile, il trend del CPI core è stato di una crescita dello 0,2%, a un ritmo inferiore rispetto al +0,3% stimato e in deciso calo rispetto al +0,4% precedente.
Il dato è stato pubblicato ieri, martedì 13 dicembre, giorno in cui il Fomc, il braccio di politica monetaria della banca centrale Usa, si è riunito per formulare quella decisione sui tassi che è stata annunciata poco fa.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.