BlackRock e la view sulla Fed, Bce e BoE. ‘Tassi alti fino a quando non sarà recessione’
Gli analisti di BlackRock tornano a lanciare l’allarme recessione, con le banche centrali Fed, Bce e Bank of England che si apprestano nelle prossime ore ad alzare ulteriormente i tassi, rispettivamente degli Stati Uniti, dell’area euro e del Regno Unito, nella loro lotta contro l’inflazione.
“Far scendere l’inflazione significa che (le banche centrali) dovranno affossare la domanda, provocando la recessione già anticipata”, si legge nella nota di BlackRock, che aggiunge di ritenere di conseguenza che “le banche centrali continueranno a tenere i tassi alti fino a quando la recessione non si manifesterà”.
Allo stesso tempo, il colosso americano del risparmio gestito numero uno al mondo fa notare che i tassi dei Treasuries Usa sono scesi.
Il motivo, secondo gli analisti, è il fatto che “i mercati prevedono tagli ai tassi da parte della Federal Reserve, (a partire dal 2023), fattore che ha reso la curva dei rendimenti (dei Treasuries) ancora più invertita”.
Ma BlackRock avverte che le scommesse dei mercati “riflettono in modo errato la vecchia speranza” di tagli ai tassi da parte della Fed e, di conseguenza, rimane “underweight sulle borse delle economie avanzate e sui bond di lungo termine”.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.