Prosegue la fase di indecisione sui principali indici in attesa di inflazione e mosse Banche centrali
Ftse Mib. Continua la fase di indecisione sull’indice principale di Piazza Affari che chiude la settimana con un calo dell’1,35%. Il nostro indice di riferimento si trova da metà novembre incastrato in un ristretto trading range sui massimi di periodo e in particolare tra il livello di supporto a quota 24.000 punti e la resistenza statica a quota 24.800 punti.
EuroStoxx50. Fase d’incertezza anche sull’indice europeo EuroStoxx 50 che dopo aver raggiunto il massimo di periodo oltre quota 4.000 punti a fine novembre ha invertito nuovamente la direzione e al momento si trova a quota 3.920 punti. Da questo punto di vista in caso di proseguimento della debolezza sull’indice europeo è da monitorare la tenuta del supporto a quota 3.860 punti.
Nasdaq100. Debolezza anche sull’indice americano Nasdaq100 che sta accumulando nell’area di prezzo compresa tra gli 11.500 punti e la resistenza psicologica a 12.000 punti, un’area di prezzo che ha respinto efficacemente l’indice nelle ultime settimane di contrattazione. In tal senso anche dal movimento dei prezzi, caratterizzato da sedute a segni alterni, è evidente come gli operatori stiano aspettando di vedere il dato sull’inflazione americana ma anche l’entitĂ del rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed.Â
Per maggiori informazioni sui certificati di Unicredit visita il sito https://www.investimenti.unicredit.it/it.html
Â
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocitĂ per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La societĂ prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.
