Tesla: titolo ancora in calo (-2,8%) a Wall Street tra sconti in Cina e caos nella gigafactory tedesca
Altra giornata all’insegna delle vendite, fin qui, per Tesla dopo il -6,1% di lunedì e il -1,3% di ieri. Al momento il titolo del produttore di auto elettriche arretra a Wall Street del 2,8% e scivola a 174,8 dollari per azione.
La società ha sofferto a inizio settimana le indiscrezioni, poi smentite, su un possibile taglio della produzione del 20% nella fabbrica di Shanghai a causa di un rallentamento della domanda.
Ad alimentare le preoccupazioni per le richieste in Cina contribuiscono però gli sconti di 6.000 yuan che la Società sta offrendo sulle vetture Model 3 e Model Y da qui a fine anno.
In aggiunta, fonti di stampa riportano di difficoltà per Tesla nel reclutare e trattenere personale nel suo nuovo stabilimento di Berlino. L’impianto sarebbe molto lontano dall’obiettivo di produrre 5.000 veicoli a settimana, avendo assunto solo 7.000 lavoratori invece dei 12.000 previsti. Questo, anche per via del fatto che i dipendenti Tesla guadagnerebbero un quinto in meno rispetto al personale delle case automobilistiche rivali tedesche.
Infine, Bloomberg riporta di un ridimensionamento dei piani di Apple nel settore della guida autonoma. Il colosso di Cupertino avrebbe infatti posticipato di circa un anno, al 2026, il lancio del proprio veicolo a causa delle difficoltà legate all’ingresso in un settore nuovo e dagli elevati ostacoli tecnologici.
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Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.