Webuild: stop all’acquisizione dell’australiana Clough
Webuild ha reso noto che non procederà con l’acquisizione del 100% della società australiana Clough, annunciata lo scorso 8 novembre.
In tale data, il Gruppo infrastrutturale italiano aveva annunciato la sottoscrizione di un accordo condizionato con Murray & Roberts per rilevare l’intero capitale della società australiana di ingegneria e costruzioni, subordinatamente all’esito positivo delle attività di due diligence.
La combinazione di Webuild e Clough avrebbe permesso di rafforzare la presenza in Australia attraverso l’acquisizione di scala, competenze e forza lavoro, beneficiando di significative sinergie operative e commerciali. Clough riporta 4,8 miliardi di euro di backlog ordini e preferred bids, ricavi per 1 miliardo ed un bilancio privo di debito finanziario.
Tuttavia, le parti hanno congiuntamente determinato e convenuto che non vi sono ragionevoli prospettive per consentire il completamento dell’acquisizione e hanno concordato di risolvere incondizionatamente l’accordo con effetto immediato.
Webuild “continuerà a perseguire opportunità di crescita, anche nel mercato australiano, tali che siano in linea con le strategie già annunciate”.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.