Pil Usa: crescita III trim rivista al rialzo. Parametro inflazione preferito da Fed non rassicura i mercati
Il Pil Usa del terzo trimestre è stato rivisto al rialzo dal +2,6% inizialmente annunciato con la lettura preliminare a una crescita del 2,9%. Il dato, che conferma la solidità dell’economia degli Stati Uniti nonostante i rialzi dei tassi aggressivi varati dalla Fed, sarà sottoposto tra qualche settimana a una ultima revisione.
Guardando alle componenti del Pil, la crescita delle spese per consumi è stata rivista al rialzo dal +1,4% al +1,7%; i profitti delle aziende sono scesi invece dello 0,2% e la componente core dell’indice dei prezzi al consumo personali (PCE – il parametro preferito dalla Fed per monitorare il trend dell’inflazione) è stata rivista al rialzo a +4,6%, rispetto al +4,5% inizialmente riportato.
Il dato sul Pil Usa è positivo: ma proprio questo fattore potrebbe innervosire i mercati, che sperano in segnali di rallentamento dell’economia e dunque dell’inflazione, che portino la Fed a varare strette monetarie di entità minore ai mega rialzi dei tassi di 75 punti base consecutivi lanciati fino a oggi.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.