Usa, report ADP novembre: creati 127.000 nuovi posti lavoro in settore privato, sotto attese
Nel mese di novembre, l’economia degli Stati Uniti ha creato 127.000 nuovi posti di lavoro nel settore privato, nettamente al di sotto dei 200.000 del consensus di Bloomberg e dei 239.000 impieghi creati nel mese precedente. Si tratta dell’aumento di minore entità da gennaio 2021.
“I punti di svolta possono essere difficili da cogliere nel mercato del lavoro, ma i nostri dati suggeriscono che l’inasprimento della Federal Reserve stia impattando sulla creazione di posti di lavoro e sull’aumento dei salari”, afferma Nela Richardson, capo economista di ADP. “Inoltre, le aziende non sono più in modalità iper-sostitutiva. Meno persone si stanno dimettendo e la ripresa post-pandemia si sta stabilizzando”.
Un’eventuale conferma del rallentamento del mercato del lavoro statunitense dal job report in uscita venerdì potrebbe rafforzare le aspettative di una politica monetaria meno aggressiva da parte della Fed. L’ipotesi più gettonata è che la banca centrale statunitense alzi i tassi di interesse di mezzo punto percentuale nella riunione del 13-14 dicembre, dopo quattro interventi consecutivi da 75 punti base ciascuno.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.