15:33 lunedì 28 Novembre 2022

Apple in Cina in tempi di Covid: a rischio produzione di 6 milioni di iPhone. Made in China non fa più da assist

In tempi di Covid e di Zero Covid Policy in Cina, il made in China, per le multinazionali Usa, Apple in primis, non fa più da assist ai loro ricavi e profitti.

Oggi il titolo Apple è sotto pressione a Wall Street, sulla scia dei timori relativi alla produzione di iPhone, in una Cina scossa dalle manifestazioni contro i lockdown anti-Covid imposti dal governo di Pechino.

Bloomberg riporta alcune indiscrezioni, secondo cui Apple e Foxconn avrebbero rivisto al rialzo le previsioni sul calo della produzione degli iPhone di Apple, nell’impianto di Zhengzhou, stimando ora una mancata produzione di 6 milioni di iPhone Pro.

Questa stima, ha precisato la fonte interpellata da Bloomberg, potrebbe cambiare, visto che l’evolversi della situazione dipenderà dalla celerità con cui Foxconn
Technology Group, la società taiwanese che gestisce la fabbrica, riuscirà a riportare i dipendenti nelle catene di assemblaggio, dopo le severe misure di lockdown che la Cina ha lanciato negli ultimi giorni, nel tentativo di frenare l’avanzata della nuova ondata di Covid.

Migliaia i dipendenti che hanno lasciato l’impianto a ottobre, e che sono stati rimpiazzati da nuovi dipendenti che si sono ribellati poi sia alla quarantena imposta da Pechino che alle paghe percepite.

Lo stabilimento di Foxconn di Zhengzhou produce la maggior parte di iPhone 14 e altri iPhone Pro Max, i modelli che si sono confermati i più richiesti nel corso di quest’anno.

Apple stessa ha rivisto al ribasso le stime sulla produzione complessiva di iPhone dalle 90 milioni di unità precedentemente attese a quota 87 milioni.

Violente le proteste dei dipendenti dell’impianto di Foxconn nel corso delle ultime settimane: la scorsa settimana i dipendenti si sono scontrati direttamente contro le forze dell’ordine, intervenute per cercare di sedare la rivolta.

Motivo: nel tentativo di arginare le infezioni da Covid, le autorità locali hanno ordinato a Foxconn di mettere in isolamento diversi dipendenti della forza lavoro dell’impianto, conosciuto anche come iPhone City, composto da più di 200.000 persone.

Ai dipendenti sono stati forniti pasti decisamente spartani. Alcuni di loro sono riusciti a fuggire; Foxconn e il governo di Pechino hanno poi riportato la situazione sotto controllo nelle ultime settimane, promettendo paghe insolitamente alte, al fine di attrarre altri dipendenti, e promettendo condizioni di lavoro migliori.

“Sono davvero spaventato in questo momento – ha riferito un dipendente, stando a quanto riportato lo scorso 23 novembre da un articolo di Bloomberg – potremmo essere tutti positivi al Covid, in questo momento. Ci state condannando a morte”.

Nel corso del weekend appena trascorso, Foxconn ha promesso un bonus fino a 1.800 dollari al mese per gli impiegati full-time che decidano di rimanere nell’iPhone City per tutti i mesi di dicembre e gennaio.

In premercato il titolo Apple cede più del 2%, scontando i timori sul rischio che i suoi livelli di produzione cadano a ritmi ancora più sostenuti di quelli temuti, a causa delle interruzioni delle attività dello stabilimento.

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