Banca Generali, raccolta netta a 480 milioni a marzo e a 1,5 miliardi da inizio 2022
La raccolta netta totale a marzo è stata pari a €480 milioni, proseguendo nel trend solido dei mesi precedenti e dimostrando come Banca Generali sia un punto di riferimento per le famiglie anche nei contesti di crisi. La raccolta complessiva si è attesta a €1,5 miliardi da inizio anno.
Nonostante la forte volatilità sui mercati e la conseguente prudenza negli investimenti, la banca ha registrato flussi positivi anche nella raccolta in soluzioni gestite con €101 milioni nel mese (€567 milioni da inizio anno). Tra queste, il dato migliore è stato messo a segno dai fondi (€62 milioni nel mese, €213 milioni da inizio anno) supportati da strumenti funzionali alle dinamiche del momento, come i piani di accumulo e le soluzioni switch per sfruttare le opportunità di diversificazione derivanti dalle distonie dei mercati.
La parte predominante della raccolta del mese si è indirizzata verso scelte di risparmio amministrato con €383 milioni (€917 milioni da inizio anno), di cui €265 milioni in conti correnti che -nell’esperienza della Banca – verranno poi investiti secondo scelte ponderate di pianificazione
finanziaria nei prossimi mesi. Si segnala infine come il servizio di consulenza evoluta si confermi in crescita con nuovi flussi per €99 milioni da inizio anno e masse totali per €7,1 miliardi.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.