Intesa SanPaolo, Messina: con guerra in Ucraina target utile 2022 a rischio
Carlo Messina, ceo di Intesa SanPaolo, ha avvertito che il target sull’utile del 2022 è a rischio, a causa della guerra in corso in Ucraina, esplosa lo scorso 24 febbraio con l’invasione dalla Russia.
Nel corso del suo intervento alla conferenza organizzata da Morgan Stanley, stando a quanto riportato da Bloombeg, Messina ha indicato che la banca sta rivedendo il target sull’utile di quest’anno, fissato a 5 miliardi di euro.
Intesa ha confermato invece il target di un payout dividend pari al 70% così come tutti gli obiettivi dal 2023 in poi.
In generale, ha detto Messina, l’impatto della guerra su Intesa SanPaolo sarà “assolutamente gestibile”, con la banca che riporterà “una buona redditività in qualsiasi scenario”.
Breaking news
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.