Brutto tonfo per Poste Italiane (-5,5%), pesano balzo tassi Btp e rumors su credito d’imposta
Brutta performance per Poste Italiane che cede al momento il 5,5% trovandosi a quota 11,27 euro ad azione. Le vendite arrivano sulla scia delle pressioni sui rendimenti del Btp in seguito ai toni più hawkish mostrati ieri dalla Bce, con la presidente Christine Lagarde che per la prima non ha escluso un ritocco dei tassi entro la fine del 2022.
Sul titolo pesano anche alcune indiscrezioni, riportate da Il Messaggero, secondo le quali Poste e Cassa Depositi e Prestiti avrebbero deciso di “congelare” le operazioni legate al Superbonus, sospendendo l’acquisto dei crediti fiscali legati agli incentivi edilizi a causa delle inchieste sulle presunte frodi. Gli analisti di Equita, pur mantenendo il giudizio “Buy” sul titolo con target price 14 euro, hanno ridotto di 50 punti base il peso di Poste nel portafoglio.
Al contrario, gli analisti di Mediobanca mantengono un giudizio “outperform” su Poste e si dicono “non particolarmente preoccupati per un rallentamento degli incassi sul fronte dei crediti d’imposta”.
Breaking news
I principali indici di Wall Street iniziano la giornata con cautela a causa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, alimentate dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. L’inflazione negli Stati Uniti segna un aumento significativo, influenzata dall’incremento dei prezzi energetici. Il mercato azionario osserva con attenzione i dati macroeconomici, mentre il Dow Jones e l’S&P 500 mostrano movimenti contrastanti.
Le richieste di sussidio alla disoccupazione negli Stati Uniti hanno superato le previsioni, raggiungendo 215.000 unità nella settimana al 22 maggio. Questo aumento è stato maggiore del previsto, con un incremento di 5.000 unità rispetto alla settimana precedente. Anche la media delle ultime quattro settimane è cresciuta, segnando un possibile segnale di allerta per il mercato del lavoro.
L’economia americana mostra una crescita deludente nel quarto trimestre del 2025, con un PIL rivisto al ribasso. Le spese personali reali, principali motori della crescita, sono in calo rispetto alle stime precedenti. L’indice PCE, importante per monitorare l’inflazione, segna un aumento come previsto dagli analisti.
Le esportazioni di merci dell’Unione Europea hanno subito un significativo calo nel primo trimestre, con riduzioni marcate verso Stati Uniti, Turchia e Cina. Secondo Eurostat, le esportazioni complessive sono diminuite dell’8,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le importazioni sono calate del 3,3%.