Clima mite e aumento forniture alleviano la crisi gas: in Europa prezzi giù del 60% dai massimi
Si attenuta la crisi europea del gas con lo sboom dei prezzi nelle ultime sedute del 2021. Il future con scadenza febbraio sul gas legato al TTF, il prezzo all’ingrosso del gas in Europa, è arrivato a scendere oggi di un ulteriore 6% in area 66 euro per megawattora, per poi risalire in area 73 euro. Le ultime 8 sedute erano tutte state caratterizzate da ribassi dei prezzi.
A dicembre il gas europeo ha segnato un saldo di -30% dopo che le quotazioni erano schizzate prima di Natale ai massimi storici in area 180 euro a causa del calo della fiducia nell’arrivo di altro gas dalla Russia.
Cosa ha innescato il dietrofront dei prezzi
A favorire lo sgonfiarsi delle pressioni al rialzo sui prezzi del gas è l’allentamento delle preoccupazioni che le forniture potrebbero mancare durante l’inverno. Da un lato c’è il materializzarsi dell’arrivo di gas naturale liquefatto dagli Usa verso l’Europa, dall’altro le temperature miti dovrebbero contribuire a ridurre la domanda di carburante.
A innescare il brusco calo del prezzo del gas dai top pre-natalizi è stata la notizia delle petroliere statunitensi che hanno iniziato a dirigersi verso l’Europa. Secondo i dati di monitoraggio delle navi compilati da Bloomberg, le esportazioni globali di gas naturale liquefatto sono balzate a un record il mese scorso con Qatar, Stati Uniti e Australia – i tre principali esportatori al mondo di carburante super-raffreddato – che hanno tutti incrementato la produzione a dicembre rispetto all’anno precedente.
“I prezzi del gas in Europa sono scesi in modo significativo alla fine di dicembre, spinti dalla minore domanda di riscaldamento (poiché le temperature sono aumentate significativamente al di sopra della norma) e dall’aumento dell’offerta di GNL poiché l’Asia ha moderato le sue importazioni di GNL”, rimarca il report odierno di EnergyScan. Da un lato le importazioni di GNL in Cina sono diminuite dell’1,4% a/a a dicembre, dall’altro c’è stato un forte aumento dei flussi di GNL verso l’Europa a dicembre (+19% m/m e +42% a/a).
I prezzi elevati del gas hanno spinto i costi energetici a livelli record e alimentato l’inflazione. Per l’Italia a fine 2021 è arrivata la doccia gelata del +55% per l’elettricità e +41,8% per il gas annunciato dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) per il primo trimestre 2022. Aumenti che si aggiungono a quelli già consistenti del 3° trimestre 2021 (+9,9% per l’elettricità e +15,3% per il gas) e del 4° trimestre 2021 (+29,8% per la luce e +14,4% per il gas). Una stangata record da 1.008 euro a famiglia (441 euro per luce e 567 euro per il gas), secondo i calcoli dell’Unione Consumatori e di 1.119 euro secondo il Codacons.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.