Aziende alla prova del covid: le ‘grandi’ soffrono di più, con fatturato in calo di oltre l’11% nel 2020
Le grandi imprese si sono rivelate meno solide all’impatto della pandemia. Nel 2020, le aziende con oltre 250 dipendenti hanno registrato un calo del fatturato dell’11,2% a fronte delle medie, quelle tra 50 e 249 dipendenti, che hanno evidenziato una maggiore resilienza, con una flessione del 7,6%. Una tendenza messa in luce dall’Osservatorio della Fondazione Nazionale dei Commercialisti che ha analizzato l’impatto dell’emergenza da Covid-19 nel 2020 su oltre 600.000 bilanci delle società di capitali. Lo studio evidenzia come la crisi sia diversificata a seconda del territorio, della classe dimensionale e del settore di attività economica. Nell’identikit elaborato dai commercialisti emerge come il volume complessivo dei ricavi sia diminuito del 9,9% con una maggiore sofferenza delle Spa che hanno evidenziato una contrazione del -11,2%, rispetto alle Srl, in diminuzione del-8,5%.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.