Intermonte: performance positive per le Mid-Small Cap Italiane ma attenzione all’inflazione
Nel 2021 le mid-cap italiane hanno vissuto un anno positivo, con l’indice Star che ancora una volta ha registrato una performance straordinaria, ma attenzione all’inflazione per il 2022. Questo è quello che emerge della report mensile sulle Mid Small Cap italiane condotto da Intermonte. Come avvisano gli analisti di Intemonte, le pressioni inflazionistiche rappresenteranno un elemento di rischio per le future prospettive di crescita nel prossimo anno e questo potrebbe portare le banche centrali a rivalutare le azioni restrittive recentemente annunciate.
In questo contesto, la società, per il momento, non esclude un’ulteriore continuazione dell’attuale volatilità del mercato che sta portando alcuni titoli/settori a cedere parte della sovraperformance del 2021.
Nonostante l’attuale scenario, se le aspettative di Intermonte si rivelassero corrette dovrebbe essere una situazione transitoria. E in particolare si aspettano che il comparto delle mid/small cap italiane siano ben posizionato per attirare l’interesse degli investitori, soprattutto nei settori “growth”, come la tecnologia e il lusso.
Capitolo performance
Guardando alle performance il mercato azionario italiano è sceso di oltre il 3,5% nell’ultimo mese ma da inizio anno è in rialzo di quasi il 20%. L’indice Ftse Italy Mid-Cap (-4,6% nell’ultimo ultimo mese) ha sottoperformato l’indice principale dello 0,9% (+6,4% da inizio anno su base relativa), con l’indice Ftse Italy Small Caps (-2,8% nell’ultimo mese) che ha performato lo 0,9% meglio del mercato nell’ultimo mese, o +26,3% su base relativa dall’inizio del 2021.
Per quanto riguarda le performance delle mid/small cap in Europa, l’indice Msci Europe Small Caps è sceso del 5,5% nell’ultimo mese, registrando una performance peggiore delle mid/small cap italiane
Tra i miglior performer di quest’anno, tra le aziende nelle Mid e Small Cap italiane, troviamo Sciuker Frames, azienda attiva nella produzione di finestre in materiali sostenibili, con una performance del 274% da inizio anno. Al contrario, Ilbe con un ribasso YTD di oltre il 30% è, al momento, il titolo peggiore da inizio anno per i basket di riferimento.
Tema liquidità
Guardando all’andamento dell’indice italiano, notiamo che la liquidità per le large cap nell’ultimo mese (misurata in base ai volumi medi moltiplicati per i prezzi medi in un determinato periodo) è al di sopra della media annuale, risultando superiore del 12% alla media a 1 anno, in accelerazione rispetto al mese scorso.
È interessante notare che la liquidità per le mid-cap ha registrato una tendenza più debole, mostrando una variazione del -3,4% (contro il +22,7% di un mese fa), mentre per le small cap la stessa metrica è migliorata e si è attestata a +29,5%. Come fanno notare infine gli analisti, la liquidità media giornaliera per le mid/small cap è stata di 3,1 Mln di euro nell’ultimo mese, con un aumento del 51% rispetto al periodo corrispondente di un anno fa.
Tra le società più liquide troviamo UnipolSai con una capitalizzazione di quasi 7 miliardi, ma anche Reply con oltre 6 miliardi di market cap. Mentre tra le aziende che hanno visto crescere maggiormente la propria liquidità negli ultimi sei mesi troviamo Autogrill, Falck Renewables, ma anche Reply e Ferragamo.
Raccolta PIR in crescita
Gli analisti di Intermonte rimangono positivi, nel lungo termine, attorno all’interesse sui Piani Individuali di Risparmio (Pir) che continueranno la loro crescita. In particolare, guardando al 2022, la sim ritiene che la classe azionaria mid/small sia ben posizionata nelle strategie degli investitori, il che dovrebbe tradursi anche in maggiori sforzi commerciali e di distribuzione da parte delle case d’investimento.
Tuttavia, gli analisti hanno ridotto la previsione di afflussi per il 2021 di 50 milioni di euro, poiché riteniamo che lo slancio commerciale potrebbe risentire della recente volatilità del mercato.
Come sottolineano gli analisti di Intermonte, giocherà un ruolo importante anche il “Piralternativo”, da poco lanciato, il cui interesse per gli investitori potrebbe essere alto.
Breaking news
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.
Poste Italiane ha registrato ricavi record di 6,8 miliardi di euro nel primo semestre 2026, grazie a una crescita in tutte le aree di business. L’utile netto è aumentato del 4%, mentre la raccolta netta nei prodotti di investimento ha raggiunto 2,7 miliardi di euro. La strategia aziendale è stata ulteriormente rafforzata con un nuovo accordo per la distribuzione del risparmio postale e un focus sull’intelligenza artificiale.




