Prysmian pensa di costruire stabilimento nel Massachusetts dopo aver vinto due progetti negli Usa
Prysmian Group, leader mondiale nel settore dei sistemi in cavo per l’energia e le telecomunicazioni, si è aggiudicato i progetti per il cablaggio di due nuovi importanti parchi eolici offshore negli Stati Uniti per un totale di circa 900 milioni di dollari. Con un valore di circa 300 milioni di dollari, il primo progetto di cablaggio collegherà il parco eolico offshore Park Wind City alla rete elettrica dello stato del Connecticut. La consegna e il collaudo sono previsti per il 2026. Il secondo progetto dal valore di circa 580 milioni di dollari riguarda il cablaggio del Commonwealth Wind per collegarlo alla rete elettrica del Massachusetts.
Alla luce di questi ultimi sviluppi, Prysmian ha intenzione di costruire uno stabilimento per produrre cavi sottomarini per la trasmissione di energia a Brayton Point, sede dell’ex centrale elettrica a carbone del Somerset. Entrambe le aggiudicazioni per la fornitura dei cavi sono condizionate al completamento da parte di Prysmian dei piani finalizzati a localizzare la sua footprint produttiva.
Il gruppo prevede di costruire i cavi sottomarini nel nuovo stabilimento in Massachusetts (USA), oltre che ad Arco Felice (Italia) e Pikkala (Finlandia). La consegna e il collaudo dei cavi export sono previste per il 2027.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.