Eni: prosegue il piano di buy back con quasi 2 mln di azioni acquistate
Prosegue il piano di acquisto di azioni proprie (buy back) di Eni. La società ha acquistato nel periodo compreso tra il 6 e il 10 dicembre 2021 1.982.000 azioni proprie, al prezzo medio ponderato di 12,34533 euro per azione, per un controvalore complessivo di 24.468.438,99 euro nell’ambito dell’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie deliberata dall’Assemblea di Eni del 12 maggio 2021.
Dall’inizio del programma, si legge nel consueto aggiornamento settimanale, Eni ha comprato 32.892.554 azioni proprie (pari allo 0,91% del capitale sociale) per un controvalore complessivo di 385.322.439,77 euro.
A seguito degli acquisti effettuati fino al 26 novembre 2021, considerando le azioni proprie già in portafoglio e l’assegnazione gratuita di azioni ordinarie a dirigenti Eni, a seguito della conclusione del Periodo di Vesting come previsto dal “Piano di incentivazione di lungo termine 2017-2019”, Eni detiene 64.623.856 azioni proprie pari al 1,79% del capitale sociale.
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Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.