Atlantia: possibile accordo di ASPI con gli enti locali (analisti)
Gran parte delle famiglie delle vittime del crollo del Ponte Morandi di Genova ha accettato una forma di indennizzo, mentre Regione Liguria e Comune di Genova hanno presentato costituzione in parte civile al processo, ma potrebbero accordarsi con ASPI in cambio di un Piano di investimenti infrastrutturali. Così il Fatto riporta inoltre alcune affermazioni dell’ex CEO di Edizione, Mion secondo il quale ci fu una riunione con alcuni tecnici che parlarono del difetto originario di costruzione del Ponte Morandi. Mion si sarebbe dimesso dal CDA di Atlantia nel 2013 anche perché non si sentiva tranquillo della situazione.
Come sottolinea Equita, la Litigation Indemnity nel contratto di cessione di ASPI al consorzio guidato da CDP stabilisce che nelle cause per danni diretti ed indiretti contro ASPI, gli indennizzi saranno a interamente a carico di Atlantia fino a 150 mn. Oltre tale ammontare ci sarà uno sharing con il 75% a carico di Atlantia e 25% del Consorzio fino ad un massimo di 459 mn. ASPI all’epoca dell’accordo con il Consorzio aveva già compensato le famiglie delle vittime e le attività commerciali coinvolte nel crollo per 160 mn ed era in essere un’assicurazione a copertura dei danni fino a 300 mn, sulla quale però era in corso una controversia legale.
Breaking news
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci giĂ in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltĂ in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metĂ dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.