12:16 mercoledì 8 Dicembre 2021

Unicredit: analisti positivi in attesa del piano targato Orcel

Conto alla rovescia per il nuovo piano Unicredit, in arrivo giovedì 9 dicembre. C’è grande attesa per conoscere le direttive contenute nel piano targato Andrea Orcel, da primavera alla guida della banca di piazza Gae Aulenti. Orcel è atteso orientarsi verso la crescita e allontanarsi dall’era di ristrutturazione che ha caratterizzato l’era Mustier.

I primi rumor sui contenuti del piano Orcel indicano un nuovo round di tagli in arrivo. L’agenzia Bloomberg settimana scorsa ha anticipato la possibilità di tagli per 3mila unità circa che dovrebbero riguardare sia l’Italia che l’estero, che si aggiungono ai 3.900 che devono ancora essere attuati dal precedente piano strategico della banca. Dovrebbe trattarsi comunque di uscite su base volontaria, da attuare tramite prepensionamenti e con la previsione di nuove assunzioni.

Molti analisti si attendono che il piano che verrà dettagliato da Orcel ponga l’accento su maggiori rendimenti del capitale. Il rischio è che le aspettative non siano rispettate. Il consensus adesso si aspetta che UniCredit aumenti il suo payout ratio annuale a circa il 65%-70% dallattuale’ 50%. Tra i più prudenti c’è UBS che vede il livello rimanere al 50%. Gli analisti di JPMorgan sono invece tra i più ottimisti. Si aspettano infatti che la banca effettui buyback per 3 miliardi di euro entro la fine del 2024, il che farebbe salire il payout ratio al 75%.

Prevalgono i buy sul titolo

Tra gli analisti monitorati da Bloomberg quelli che dicono buy su Unicredit sono il 66,7%, mentre il 26,7% dice hold e solo il 6,6% è sell. Il prezzo obiettivo medio indicato è di 13,75 euro, ossia il 17% sopra i livelli attuali.

JP Morgan a inizio settimana ha alzato la raccomandazione passata da neutral a overweight e il prezzo obiettivo da 12 a 15 euro. La casa d’affari statunitense pone l’accento su un fattore in particolare, ossia le prospettive sul fronte tassi. I mercati scontano un rialzo dei tassi nel 2023, ma a detta di JPM si sottovaluta la portata dei rialzi in arrivo. La banca d’affari americana si aspetta un incremento dello 0,25% dei tassi Bce a settembre 2023 e dello 0,5% nel 2024. E Unicredit è indicata come una delle banche più sensibili ai movimenti dei tassi. JPM indica un +13% di EPS per ogni aumento di 50 bp dei tassi. JP Morgan si attende anche una maggiore remunerazione dei soci tramite buyback e dividendi con total payout ratio all’11,6% nel periodo 2022-24.

Settimana scorsa gli analisti di Deutsche Bank hanno aggiunto il titolo Unicredit tra le loro top pick rimarcando come la banca di piazza Gae Aulenti sia una storia di “auto-aiuto attraverso la riduzione della complessità del gruppo, l’accelerazione della crescita dei ricavi e l’aumento del rendimento del capitale, con la compravendita di azioni a un notevole sconto di valutazione”.

I piĂą ottimisti sul titolo sono gli analisti di Goldman Sachs che indicano un prezzo obiettivo a 18,10 euro, quasi il 55% sopra i livelli attuali.

La preview di Equita

A livello di target finanziari, Equita SIM si aspetta che il nuovo piano indici una dinamica dei ricavi trainata dalla componente commissionale, che – dopo l’eccellente andamento del 2021 – potrebbe mantenere un solido percorso di crescita (2020-24 CAGR 4%), anche grazie alla razionalizzazione degli accordi commerciali nell’asset management e nella bancassurance. “Dall’altro lato, ci aspettiamo che, nonostante una dinamica positiva sul fronte delle erogazioni e una progressiva riduzione dell`impatto negativo causato dall`eccesso di liquidità, l’NII ritorni sui livelli 2020 solo a fine piano, considerando il graduale venir meno del contributo da TLTRO e una continua compressione dei tassi sul back book”, argomenta la sim milanese. La dinamica dei costi è attesa sotto controllo, con ulteriori efficienze operative (vedi rumor Bloomberg su tagli per 3mila unità), compensate da maggiori investimenti in innovazione e digitalizzazione (cost/income atteso in area 55%).

La sim milanese stima che utile netto di Unicredit raggiunga i 4,2 miliardi di euro nel 2024 dai 3,7 mld attesi a fine 2021, beneficiando di minori oneri sistemici per il venir meno delle contribuzioni ex ante al SRF post 2023. Stimato un CAGR dell’1% dei ricavi nel corso del piano raggiungendo i 18,2 mld nel 2024, mentre i profitti operativi sono visti salire del 2% medio anno arrivando a 8,2 mld nel 2024. Infine, il dividendo è visto a 0,171 euro per azione rispetto ai 0,187 indicati dal consensus. “Unicredit ha a nostro avviso ampio spazio per rafforzare la propria dividend policy attraverso un incremento del payout ratio (ad oggi al 50% tra dividendo e buyback)”, rimarca Equita che ha rating buy su UCG con tp a 13,6 euro.

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