Mercati, le opportunità del 2022 tra Cina, ESG ed emergenti
La ripresa della Cina, il valore dell’ESG e i titoli degli emergenti. Sono queste alcune delle opportunità di breve periodo evidenziate da Columbia Threadneedle nel suo Outlook 2022 presentato questa settimana nel corso di un webinar.
In particolare, la ripresa della Cina, una delle più veloci nel 2021, è stata disturbata dalle strozzature delle supply chain e la crescita dovrebbe continuare a rallentare nel 1° trimestre 2022. Anche perché la variante Delta continua a preoccupare e a favorire chiusure e restrizioni nel Paese.
In ogni caso il contesto economico fino al 2022 può presentare ottime opportunità di investimento, con una view più favorevole sulle società di qualità che dimostrano buoni rendimenti a lungo termine e la considerazione di fattori ESG.
Da ultimo, ci saranno opportunità di investire nei mercati emergenti sia per le azioni che per il reddito fisso. In linea generale, l’azionario dovrebbe mantenere condizioni favorevoli.
Breaking news
Wall Street apre la settimana con andamenti contrastanti mentre prosegue la stagione delle trimestrali. Gli investitori osservano attentamente i risultati di Tesla, IBM, Alphabet e Intel, valutando l’impatto degli investimenti in intelligenza artificiale. Sullo sfondo, le tensioni geopolitiche con raid aerei tra USA e Iran. Il Dow Jones segna un leggero progresso, seguito da S&P-500 e Nasdaq 100.
Seduta all’insegna dei forti rialzi per il gas naturale in Europa. Nelle prime ore della mattinata, le quotazioni all’ingrosso hanno registrato uno strappo fino a quasi il +3,5%, raggiungendo i livelli più alti dalla fine di marzo
Boeing, in collaborazione con Rolls-Royce e Lufthansa, avvia i test sul Next Generation Inlet nel Montana per migliorare l’efficienza del Boeing 787 Dreamliner riducendo il rumore e il consumo di carburante.
Generali ha annunciato il lancio del “Programma per la Sovranità Europea”, un’iniziativa strategica finalizzata a sostenere la resilienza economica, l’autonomia industriale e la competitività delle piccole e medie imprese in Europa