Borsa Milano chiude debole con banche in panne, in volata Telecom e Recordati
Finale d’ottava in deciso affanno per le Borse Europee, con Piazza Affari fanalino di coda insieme a Madrid con l’acuirsi dell’emergenza Covid che alimenta i timori di una frenata economica. La quarta ondata di epidemia sta prendendo forza in molti paesi. L’Austria ha annunciato che entrerà in lockdown nazionale da lunedì prossimo (introducendo anche l’obbligo vaccinale dal prossimo febbraio) e la Germania potrebbe prendere in considerazione una mossa simile considerando il picco record di contagi giornalieri. Nuovi blocchi che inevitabilmente rischiano di agire da freno sulla crescita economica nell’ultimo scorcio di 2021.
Sul fronte banche centrali, il numero uno della Bce Christine Lagarde ha ribadito la posizione attendista sul fronte tassi. “Non si abbia fretta su stretta monetaria prematura”, ha detto la Lagarde che nelle scorse settimane aveva escluso la possibilità di un rialzo dei tassi già nel 2022.
Milano giù di oltre l’1%, KO banche e oil
A Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso a 27.347 punti (-1,17%) dopo essere arrivato a cedere quasi il 2% in area 21.163 pti.
Molto male le banche che sono il settore più sensibile a un rallentamento della congiuntura economica. Unicredit è arrivata a cedere il 5% per poi chiudere a -4,14% a 10,968 euro. Oltre -3% per Intesa Sanpaolo e -2,7% Bper. Tra le big cede il 2,5% Stellantis. Controcorrente invece Telecom Italia (+3,65%), Ferrari (+2,2% a 239,7 euro, nuovi massimi storici) e Recordati (+2,69%). Bene anche Diasorin (+2,38%) che è il titolo che potenzialmente più si avvantaggia della nuova ondata di contagi Covid.
ENI non sfrutta assist Barclays, bene TIM e Ferrari
Chiusura in rosso anche per ENI (-2,11% a 12,168 euro) che era partita a oltre +2% in scia al doppio upgrade deciso da Barclays con giudizio passato a overweight dal precedente underweight con prezzo obiettivo alzato a 16 euro. A detta della casa d’affari britannica ENI è diventata una delle principali società di transizione energetica ed è destinata a fornire “rendimenti competitivi” agli investitori.
In generale il settore oil paga il dietrofront oggi per il petrolio con Brent in calo del 3% sotto gli 80 dollari al barile complice proprio la nuova impennata dei casi di COVID-19 in Europa che minaccia di rallentare la ripresa economica.
Infine, forte calo del 3,49% per Leonardo che ha accolto con freddezza il rumor riportato da Bloomberg circa il possibile piano del governo per unire Leonardo e Fincantieri. I due gruppi sono al centro dell’attenzione anche sulla scia delle indiscrezioni secondo cui Fincantieri sarebbe in cima alla lista dei potenziali acquirenti della ex Oto Melara, marchio chiave di Leonardo nel settore dei sistemi di difesa.
Breaking news
Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono aumentate dello 0,2% a giugno, trainate da forti guadagni in alcuni settori, nonostante il calo delle entrate delle stazioni di servizio. Le vendite, escluse auto e gas, sono salite dello 0,4%, mostrando la resilienza della spesa dei consumatori.
Il consiglio di amministrazione di Recordati approva la congruità del prezzo dell’offerta pubblica di acquisto da parte di Respighi BidCo, mentre i membri indipendenti esprimono parere contrario. La decisione si basa sull’analisi di Lazard, ma gli indipendenti, supportati da Rothschild & Co Italia, ritengono il prezzo inadeguato rispetto al valore e alle prospettive della società.
Uber Technologies ha annunciato l’acquisizione di Delivery Hero, valutando la società tedesca di consegne alimentari 14,8 miliardi di dollari. L’accordo include l’acquisto delle azioni di Prosus e la cessione di 14 mercati a SSW Partners.
Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. ha aumentato le sue previsioni di spesa e ricavi per l’anno, riflettendo la fiducia nella domanda globale di infrastrutture AI. La società prevede ora una spesa in conto capitale tra i 60 e i 64 miliardi di dollari per il 2026, con una crescita dei ricavi di poco superiore al 40% in termini di dollari USA.