Goldman Sachs presenta i rischi sull’azionario nel 2022 tra melt-up, inflazione, banche centrali con pistola alla tempia
“Nel più breve termine, il rischio più probabile è quello di un ‘melt-up’ e di tassi reali ancora più negativi, a causa della convinzione delle banche centrali sul fatto che l’inflazione sia temporanea”. E’ quanto si legge nell’outlook per il 2022 firmato dalla divisione di ricerca di Goldman Sachs sulla strategia dell’azionario Usa.
“Ma il rischio più forte nel corso del 2022 e oltre – si legge ancora – è che le aspettative sull’inflazione diventino più radicate, e che gli investitori perdano fiducia nell’inflazione, costringengo le banche centrali ad alzare i tassi di interesse, fattore che, a sua volta, andrebbe a colpire il sostegno alle valutazioni, scatenando un mercato orso o, come minimo, una correzione significativa”.
“Questo rischio – si legge ancora nell’analisi di Goldman Sachs – non è così improbabile come i mercati stanno al momento prezzando, a nostro avviso; dopo tutto, sebbene sia difficile da immaginare, i tassi dei Treasuries a 10 anni e dei Bund tedeschi oscillavano al di sopra del 4% nel periodo precedente la crisi finanziaria e, se crediamo alla regola secondo cui i tassi dei bond di lungo periodo dovrebbero essere simili alla crescita del Pil nominale di lungo termine, c’è la possibilità che i tassi si muovano al di là di quanto prezzato al momento, rappresentando un rischio significativo non solo per l’azionario ma per tutti gli asset”.
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