Fed, Powell: ‘non è il momento di alzare i tassi’. Su inflazione ‘non abbiamo prove di una spirale salari-prezzi’
“Crediamo di poter essere pazienti e che questo non sia il momento di alzare i tassi di interesse”. E’ quanto ha detto il numero uno della Fed Jerome Powell, nella conferenza stampa successiva all’annuncio della Fed del tapering del QE, lanciato come bazooka anti-Covid nel 2020.
Il tapering degli acquisti di bond inizierà “alla fine di questo mese” – si legge nel comunicato del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed – con una riduzione che sarà, su base mensile, di $15 miliardi. In particolare, gli acquisti di Treasuries saranno ridotti ogni mese di $10 miliardi e quelli di titoli garantiti dai mutui di $5 miliardi.
Nella conferenza stampa seguita all’annuncio del Fomc – che ha confermato i tassi di interesse Usa nel range compreso tra lo zero e lo 0,25%, Powell ha detto che “è possibile che l’obiettivo della massima occupazione venga centrato l’anno prossimo”: si tratta, ha precisato il numero uno della Fed, di qualcosa “che certamente fa parte delle possibilità”.
Sul fronte dell’inflazione, ha rassicurato, “non abbiamo prove di una spirale salari-prezzi” e “l’inflazione è provocata dal strozzature (nella catena dell’offerta) e da una domanda molto forte”.
“Monitoreremo attentamente” la situazione, ha continuato il banchiere centrale, ma “non prevediamo un aumento preoccupante dei salari”. Certo, ha ammesso Powell, “l’inflazione è più alta di quanto avessimo anticipato”.
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