LGIM: è Elena Baccani il nuovo Senior Business Development Manager
Legal & General Investment Management (LGIM), uno dei più grandi asset manager al mondo, con un totale di masse gestite di 1.550 miliardi di euro, rafforza il team italiano con la nomina di Elena Baccani come nuovo Senior Business Development Manager.
Elena entrerà a far parte del team guidato dal Country Head per l’Italia, Giancarlo Sandrin, con l’obiettivo di consolidare e ampliare il presidio della società sia nel canale dei fund buyers (asset manager e banche private) sia verso le principali reti di distribuzione, si apprende da un comunicato della società.
Prima della nuova nomina Elena Baccani ha lavorato presso Ninety One (ex Investec AM), in qualità di Sales Manager. Precedentemente è stata presso Aberdeen Asset Management, nell’area marketing and business development – e in Anima Sgr, a stretto contatto con la divisione retail.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.