Mps, Sileoni (FABI): Italia ultimo posto in Europa su aiuti pubblici alle banche. Evitare che Bce pretenda più esuberi
“L’Italia è il fanalino di coda, è all’ultimo posto in Europa per quanto riguarda gli aiuti pubblici alle banche: parliamo di poco più di 14 miliardi di euro tra il 2010 e il 2018, vale a dire poco più dell’1% del prodotto interno lordo. In Germania è stato speso il 5,9% del pil, in Spagna il 4,4% e la media europea è del 4,6%”. Lo ha ricordato il segretario generale della FABI – sindacato dei bancari – Lando Maria Sileoni, in un intervento alla trasmissione Radio Anch’io su Radio Rai Uno, con cui ha commentato la rottura delle trattative tra UniCredit e il Mef sul Monte dei Paschi di Siena.
“Oggi 8 miliardi di euro per salvare un gruppo bancario non sarebbero stati digeriti dall’opinione pubblica però molti hanno buttato, in maniera indecente, benzina sul fuoco con argomenti che non stavano in piedi, come quello dei licenziamenti. Al di là di quello che è stato detto durante la campagna elettorale per le suppletive a Siena, da noi nel settore non ci sono mai stati licenziamenti perchè con il nostro ammortizzatore sociale, il Fondo di solidarietà o fondo esuberi, abbiamo sempre gestito le uscite di personale con prepensionamenti su base volontaria”, ha sottolineato Sileoni, secondo cui “dovremmo evitare che la Bce in questa fase imponga una cura dimagrante nei confronti dei dipendenti del Monte dei Paschi di Siena”.
Secondo il numero uno della Fabi, “l’Unione europea molto probabilmente concederà al governo italiano la proroga per continuare a restare nell’azionariato di Mps, ma in questo periodo c’è la possibilità che la Bce pretenda un numero di esuberi maggiore ed è una eventualità che dobbiamo assolutamente scongiurare”.
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