Credit Suisse incrementa azionario dei Paesi sviluppati, vede “outlook crescita più forte”
Cauto aumento dell’allocazione azionaria. Questa la mossa del comitato di investimento di Credit Suisse che ha deciso di aumentare tatticamente le allocazioni di azioni dei mercati sviluppati, implicando un lieve sovrappeso azionario in generale. Presentando l’investment monthly la banca svizzera sottolinea che nelle ultime settimane, le azioni globali sono state oggetto di correzione, con il mercato statunitense (S&P 500) in calo di oltre il 5% dal suo picco di inizio settembre. Sul tavolo ci sono diversi fattori di rischio hanno accentuato le preoccupazioni degli investitori, tra cui le continue interruzioni delle forniture e l’impennata dell’inflazione energetica, come riflessa nelle crescenti aspettative inflazionistiche; una crescita più debole del previsto, che ha fatto riemergere il tema della stagflazione; la discussione sul tapering della Federal Reserve; il dibattito sul tetto del debito USA; e le incertezze sulla Cina.
“Gli indicatori tecnici forniscono un segnale di acquisto di tipo contrarian”, cioè controcorrente, spiega il global Cio office di Credit Suisse nel consueto report mensile in cui fa il punto sui mercati. In particolare, “le valutazioni basate sugli utili, come il rapporto prezzo/utili (P/E), sono migliorate negli ultimi mesi, poiché gli aumenti dei prezzi delle azioni non hanno tenuto il passo con la crescita degli utili”. Nel frattempo, l’indicatore di Cs sull’appetito per il rischio globale “si è ritirato dal territorio di euforia ed è ora prossimo alla neutralità”.
L’economia globale? Dovrebbe mantenere la rotta
Nonostante i rischi in atto, il comitato di investimento di Credit Suisse mantiene il parere in base al quale l’economia globale continuerà a espandersi. “Recenti sorprese al ribasso dalla produzione industriale dovrebbero essere presto seguite da una certa accelerazione – spiegano gli esperti -. Negli Stati Uniti così come in Europa, le finanze del settore privato sono solide, con le famiglie che fanno fronte a rapporti di servizio del debito ai minimi storici e le aziende che godono di free cash flow robusti. Insieme a livelli molto bassi delle scorte che andranno reintegrate, ciò implica una domanda costantemente forte”. Considerate le strozzature sul fronte dell’offerta, l’inflazione sta impiegando più tempo a recedere, ma Credit Suisse considera ancora transitori gli attuali livelli elevati. La Fed e la Banca Centrale Europea dovrebbero confermare un giudizio analogo e mantenere condizioni favorevoli per la liquidità.
Preferenza per le azioni dei mercati sviluppati
A livello strategico, Credit Suisse preferisce aumentare le allocazioni azionarie nei mercati sviluppati, dove la convinzione dell’outlook di crescita è più forte. “Manteniamo neutrali le azioni dei mercati emergenti – afferma ancora la banca elvetica -. Il mercato azionario cinese ha sofferto fin da inizio anno, il che potrebbe suggerire un attraente potenziale di recupero. Tuttavia, non aumenteremmo l’esposizione al mercato in questo frangente. Il paese è in difficoltà a causa della precarietà del settore immobiliare e di cambiamenti normativi radicali, che potrebbero non essere ancora terminati. Anche a causa della debolezza dei consumi e delle problematiche sul fronte dell’offerta, energia compresa, l’economia sembra essersi indebolita molto di più di quanto suggeriscano i dati ufficiali”.
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