Piazza Affari chiude debole: Tenaris la migliore, male Enel e Mediobanca
Incipit di settimana senza smalto per Piazza Affari. Il nervosismo sui mercati è stato dettato principalmente dal nuovo rialzo dei prezzi di petrolio (WTI a 81$ sui nuovi top dal 2014) che alimenta i timori di stagflazione. Crescono di pari passo le preoccupazioni che le principali banche centrali inaspriranno prima del previsto la politica monetaria.
La settimana appena iniziata vede i riflettori puntati sul report sull’inflazione negli Stati Uniti in agenda mercoledì. Sempre mercoledì sono attesi i verbali dell’ultima riunione della Fed e anche le prime trimestrali di Wall Street, con i colossi bancari che come di consueto apriranno le danze.
L’indice Ftse Mib ha così chiuso a 25.930 punti (-0,46%) con cali consistenti per big quali Enel (-2,47% a 6,745 euro) in deciso affanno complice anche il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato. Male anche Banco BPM (-1,59%) la le banche. Seduta negativa anche per Telecom Italia scesa di quasi il 2 per cento.
Sul fronte opposto, tra i pochi segni più c’è ENI (+1,25%) che si è spinta oltre il muro dei 12 euro giovandosi dei nuovi massimi pluriennali toccati dal petrolio. Intanto gli analisti continuano a guardare ai possibili risvolti dell’Ipo del business che integra le attività retail gas&power e quelle relative alle rinnovabili (Eni R&R), annunciata settimana prossima e prevista nel corso del 2022. Barclays stima un enterprise valuation di Eni R&R compreso tra 8,1-10,3 miliardi di euro.
La migliore di giornata è stata Tenaris con +2,38%.
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