Caro energia spaventa gli investitori, Ftse Mib -1,2% con Stellantis e Stm in coda
Primi scorci della seduta di metà settimana in forte calo per Piazza Affari. Dopo il corposo rimbalzo della vigilia, sui mercati tornano a dominare i timori inflattivi. I nuovi massimi pluriennali del petrolio post Opec+ (WTI oltre i 79$, top dal 2014) alimentano i timori che l’aumento dei prezzi dell’energia potrebbe costringere le banche centrali ad aumentare i tassi più rapidamente per reagire all’aumento dell’inflazione. Di pari passo corrono al rialzo i rendimenti dei Treasury, con il decennale salito stamattina in area 1,57%.
Intanto stamattina la banca centrale della Nuova Zelanda – Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) – ha alzato oggi i tassi di interesse ufficiali allo 0,50%, confermandosi in questo modo, insieme alla Corea del Sud e alla Norvegia, tra le prime banche centrali che hanno alzato i tassi dall’inizio della pandemia Covid-19.
A Piazza Affari il Ftse Mib cede l’1,21% a 25.640 punti dopo il quasi +2% della vigilia. Tra i peggiori Stellantis e Stm a -2% circa. Male anche Campari (-1,91%), CNH (-1,7%) e Atlantia (-2,4%). Unici segni più sono Saipem (+0,77%) e Banco BPM (+0,14%) con quest’ultima già ieri in evidenza con oltre +5%.
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