Evergrande continua a soffrire alla borsa di Hong Kong. Ma per S&P Pechino interverrà con bailout solo in extremis
Il titolo Evergrande continua a soffrire alla borsa di Hong Kong, alimentando i timori di una crisi finanziaria in Cina che possa travolgere anche i mercati globali.
Dopo il tonfo superiore al 10% della vigilia, le quotazioni cedono oggi il 4%, in flessione per la settima sessione consecutiva.
Oggi il presidente di Evergrande ha tentato di rassicurare i mercati, affermando che il colosso sviluppatore immobiliare cinese onorerà quanto dovuto agli investitori, ai soci, alle istituzioni finanziarie, agli acquirenti di proprietà immobiliari.
Allo stesso tempo, gli analisti di S&P hanno diramato una nota in cui affermano di non aspettarsi che il governo intervenga in aiuto di Evergrande, non con un’operazione di bailout, “a meno che la stabilità del sistema non sia a rischio”.
“Il governo vuole dare un aiuto, ma vuole anche che gli eventi facciano il loro corso – si legge nella nota di S&P – anche nel mercato immobiliare della provincia, lo sviluppatore è insignificante rispetto alla vasta economia locale di Guangdong”.
Insomma, Evergrande secondo gli analisti dell’agenzia di rating “non è Too big to fail”, non è ovvero così grande da non poter fallire.
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