Commodities: prezzi petrolio e gas naturale rallentano passo post fiammata. Focus su tempesta Nicholas dopo scorte Usa
Oggi i prezzi degli energetici rallentano il passo; i prezzi del petrolio WTI sono in lieve calo (-0,17%), a $72,49, dopo essere schizzati di oltre +3% alla vigilia; il Brent rimane sopra $75, all’indomani di un rally pari a +2,5%.
Ritracciano anche i prezzi del gas naturale, in calo di oltre il 2% a $5,344.
Ieri l’agenzia americana EIA ha confermato il forte impatto sulle scorte Usa del passaggio dell’uragano Ida, che continua a far sentire i suoi effetti.
Nella settimana che si è conclusa lo scorso 10 settembre, le scorte di oil in Usa sono scese di 6,4 milioni di barili a 417,4 milioni di barili, molto oltre il calo di 3,5 milioni di barili atteso dagli analisti intervistati da Reuters.
Stando a quanto emerge dal Bureau of Safety and Environmental Enforcement, il 30% della produzione del Golfo del Messico rimane chiusa, mentre si attende la conta dei danni dell’uragano Nicholas, downgradato a tempesta, che ha provocato allagamenti e blackout in Texas e Louisiana, stati dove alcune raffinerie rimangono chiuse dopo il passaggio di Ida.
Ieri Wall Street è stata sostenuta soprattutto dal boom dei titoli energetici, con l’indice di settore schizzato del 3,8%.
Il comparto conta da giorni sull’assist che arriva proprio dalla fiammata dei prezzi del petrolio e del gas naturale, che stanno avendo ripercussioni mondiali, come dimostra l’imminente stangata sulle famiglie italiane, con un rincaro della bolletta fino a +40% nel corso di questo trimestre.
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