Stellantis: la jv cinese chiuderà uno dei suoi due stabilimenti
La joint venture cinese che Stellantis ha in essere con GAC Group chiuderà uno dei suoi due stabilimenti in Cina entro il prossimo marzo. Lo riporta oggi l’agenzia Reuters rimarcando come la joint venture ha venduto solo 12.288 veicoli nei primi sette mesi di quest’anno, tutti veicoli sportivi a marchio Jeep, rispetto a una capacità produttiva di 328.000 veicoli all’anno.
La jv trasferirà la produzione da Guangzhou a Changsha per aumentare il tasso di utilizzo degli impianti e ridurre i costi. La fabbrica di Changsha ha una capacità produttiva annua di 164.000 veicoli, ancora molto più di quanto vende la joint venture.
Oltre alla partnership con GAC, Stellantis gestisce anche una joint venture in Cina con Dongfeng Motor Group, che ha venduto 47.788 auto tra gennaio e luglio.
Breaking news
Wall Street apre in rialzo con i titoli dei semiconduttori che continuano a recuperare. Il calo dei prezzi del petrolio, dovuto alle speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran, contribuisce all’ottimismo del mercato. Il presidente Trump prevede un imminente accordo che potrebbe stabilizzare la situazione nello Stretto di Hormuz.
OpenAI ha avviato il processo di quotazione in Borsa presentando documentazione riservata alla SEC, seguendo le orme di altre aziende tecnologiche. La società, valutata oltre 850 miliardi di dollari, mira a entrare sul mercato entro il quarto trimestre. Questo passo permette a OpenAI di sottoporre i dati finanziari alle autorità prima di renderli pubblici.
Plenitude ha avviato la produzione del secondo blocco da 200 MW del progetto fotovoltaico Renopool, situato a Solana de los Barros, nella provincia di Badajoz, in Estremadura. Con l’entrata in esercizio del blocco sud, il complesso raggiunge la piena operatività e diventa il più grande progetto solare costruito dalla società a livello mondiale, con una capacità installata complessiva di 330 MW
Le borse asiatiche chiudono in positivo grazie alle prospettive di un accordo tra USA e Iran, annunciato da Donald Trump, e al rimbalzo dei titoli tecnologici. L’indice Nikkei di Tokyo registra un aumento del 2,17%, mentre Shanghai e Shenzhen mostrano guadagni significativi. Gli investitori monitorano la Banca del Giappone per possibili rialzi dei tassi di interesse.