Eni e XEV, c’è l’accordo per favorire mobilità a zero emissioni e ricariche rapide
Un accordo importante per accrescere la mobilità elettrica a zero emissioni in Italia. Questo il senso dell’accordo siglato da Eni e XEV, che sancisce come dal 2022 alcune stazioni di servizio Eni effettueranno il servizio di sostituzione batteria delle auto elettriche XEV YOYO.
Nel maggio 2021, XEV ha lanciato la YOYO, la sua prima city car completamente elettrica guidabile già dai 16 anni con patente B1. L’accordo con Eni, permetterà, grazie al “battery swapping” di evitare lunghe attese per ricaricare le batterie delle auto elettriche, che vengono semplicemente sostituite in pochi minuti, dando nuova energia e massima libertà di movimento.
Inoltre, dal 2022 le city car XEV YOYO a zero emissioni entreranno a far parte della flotta di Enjoy, il car sharing di Eni, dando un contributo importante allo sviluppo della mobilità sostenibile. Dando un’ulteriore accelerata alla riduzione delle emissioni soprattutto in ambito urbano.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.