Borsa Milano ritrova il segno più e indossa maglia rosa in Europa. Acquisti su Tenaris ed Eni, ma è STM il più gettonato
La Borsa di Milano ha chiuso quest’ultima seduta settimanale con segno più, dopo la recente incertezza, facendo meglio rispetto agli altri listini d’Europa. A sostenere gli scambi una buona intonazione di Wall Street in scia alle parole del presidente della Fed, Jerome Powell, al simposio di Jackson Hole. Nel suo intervento, Powell ha tenuto a bada i falchi, dichiarando che il tapering, ovvero la riduzione degli acquisti di asset, non implicherà un rialzo dei tassi immediatamente successivo.
In questo quadro, l’indice Ftse Mib che era partito sulla parità ha chiuso con un progresso dello 0,56% a 26.006,63 punti. Tra i titoli del paniere principale, gli acquisti si sono concentrati per gran parte della seduta su Tenaris (+1,6%). La sua avanzata, così come quella di Eni (+1,2%), ha riflesso l’aumento delle quotazioni del petrolio, sui timori per l’avvicinarsi della tempesta tropicale Ida nel Golfo del Messico. Diverse compagnie petrolifere infatti hanno iniziato a evacuare le piattaforme offshore situate al largo del Golfo in vista dell’arrivo dell’uragano nel fine settimana. La tempesta tropicale Ida, che ha colpito la costa caraibica, dovrebbe attraversare venerdì la principale regione produttrice di petrolio del Golfo.
Ma il titolo del paniere principale di Piazza Affari che ha fatto meglio è stato STMicroelectronics (+2,1%), in scia all’indiscrezione riportata dal Wall Street Journal secondo cui il colosso dei chip Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC) aumenterà i prezzi fra il 10% ed il 20% con efficacia fra la fine del 2021 e l’inizio del 2022. Se confermato, l’incremento avrà l’effetto di un aumento dei prezzi a cascata da parte dei clienti di TSMC che includono la maggioranza delle aziende di semiconduttori a livello globale, come Infineon e STMicroelectronics, oltre ad alcuni importanti produttori di dispositivi, come Apple. E ciò potrebbe tradursi anche in un aumento dei margini.
Tra le banche, hanno fatto bene Banco Bpm e Bper che sono avanzate rispettivamente del dell’1,7% e dell’1,6%, mentre Unicredit piatta. Ancora deboli le utility con Italgas che è scesa sul fondo del listino Ftse Mib con una flessione dello 0,5%.
Tra le altre storie, Brunello Cucinelli ha incassato un sostanzioso +3,3% dopo la pubblicazione dei conti semestrali e la conferma di un outlook positivo, mentre Cerved è salita dello XX% in seguito alla revisione al rialzo del prezzo dell’Opa di Castor Bidco a 10,2 euro per azione.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.