Pmi manifatturiero e servizi Australia pagano nuove misure di lockdown anti-Covid. Più di 800 nuovi casi di infezioni nel New South Wales
Il Pmi manifatturiero dell’Australia stilato da Markit si è attestato ad agosto a 51,7 punti, in deciso peggioramento rispetto ai 56,9 punti precedenti. E’ quanto emerge dalla lettura preliminare del dato, che ha disatteso le stime, pari a 56,7 punti.
Molto male e ancora in fase di contrazione il settore dei servizi, con l’indice Pmi relativo sceso a 43,3 punti dai 44,2 punti di luglio e rispetto ai 44 punti stimati, scontando i nuovi lockdown che sono stati imposti nel paese.
Le notizie che arrivano dal fronte del coronavirus continuano a essere negative: nelle ultime ore sono emersi 818 nuovi casi di infezione da Covid-19 nel New South Wales, dopo che migliaia di manifestanti hanno violato le norme di restrizione imposte dal governo scendendo in piazza e generando così diversi casi di assembramenti.
Tre i nuovi decessi certificati su base giornaliera: le vittime sono un uomo sui 60 anni, un altro uomo sui 70, e una donna sugli 80 anni.
I due uomini avevano ricevuto una dose del vaccino anti-Covid, mentre la donna non era stata vaccinata.
Da segnalare che, fino a oggi, nel New South Wales sono stati inoculati 5.951.886 vaccini.
In tutta l’Australia, 6,06 milioni di persone hanno ricevuto entrambe le dosi, il 23,9% della popolazione.
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La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.