Borsa Milano chiude a -0,04%, prova di forza di Enel e Diasorin
Piazza Affari chiude anche oggi in rosso, seppur lieve. Il Ftse Mib ha chiuso a 25.918 punti, in calo dello 0,04% grazie a un convinto recupero sul finale in scia alla positività di Wall Street. Le Borse in questa settimana sono state fortemente condizionate dal timore di un rallentamento della crescita globale a causa del diffondersi della variante Delta e dal potenziale allentamento degli stimoli statunitensi.
In calo anche oggi Stellantis (-1,15% a 17,14 euro) con tutto il comparto auto europeo in panne in scia ai fermi produttivi annunciati da alcune big del settore come la giapponese Toyota.
Continua anche la debolezza del comparto del lusso, con Moncler scivolata indietro dell’1,79% a conferma della palma di pecora nera della settimana tra le blue chip milanesi. La Cina potrebbe introdurre delle misure per limitare gli acquisti di prodotti dall’estero nel tentativo di promuovere la “prosperità comune” come affermato dal presidente Xi Jinping, in occasione del decimo meeting della Commissione centrale per gli affari finanziari ed economici.
Tra i titoli che guardano agli sviluppi in Cina spicca anche Campari (-0,94%), condizionata anche dalla possibilità che la Cina possa introdurre limitazioni alle vendite di distillati prodotti all’estero.
In spolvero invece Enel, titolo di maggior peso del Ftse Mib, che ha chiuso in rialzo dell’1% tornando sopra il muro degli 8 euro. Bene anche Diasorin (+1,68%) e Stm (+1,5%).
Breaking news
L’apertura di Wall Street vede il Dow Jones in crescita grazie a un potenziale accordo USA-Iran, mentre SpaceX continua il suo rally post-IPO. La società ha visto un significativo aumento del valore delle sue azioni, avvicinandosi a superare Amazon per capitalizzazione di mercato.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.