Prezzo del metano alle stelle, sarà stangata d’autunno sulle bollette
Rincari record del gas con il metano che al borsino italiano Psv (Punto di scambio virtuale) ha toccato i 45-46 euro per mille chilowattora, ossia valori più che raddoppiati rispetto ai 20 euro a cui viaggiava in primavera. Il boom del prezzo del metano sta riguardando tutta l’Europa complice la crescita della domanda energetica in Asia che ha spinto molte navi metaniere a spostarsi dal Vecchio continente verso i mercati orientali. IN aggiunta le ultime settimane hanno visto la riduzione dell’estrazione di metano dai giacimenti siberiani di Novi Urengoi complice un grave incidente.
L’effetto metano andrà inevitabilmente a riflettersi anche sulle bollette della luce (ieri la Borsa elettrica ha toccato il prezzo di 140 euro per mille chilowattora). Come ricorda oggi Il Sole 24 Ore, il 1° ottobre l’autorità dell’energia Arera aggiornerà le tariffe dell’elettricità e il caro-metano andrà a riflettersi sulle bollette (ad esclusione di chi ha optato per contratti a prezzo fisso sul mercato libero).
Il quotidiano di Confindustria rimarca come ormai la maggior parte delle centrali termoelettriche usano metano (secondo i dati del Psv il 16 agosto la Snam Rete Gas ha consegnato 103,2 milioni di metri cubi e più della metà è andata alle centrali elettriche).
Breaking news
L’apertura di Wall Street vede il Dow Jones in crescita grazie a un potenziale accordo USA-Iran, mentre SpaceX continua il suo rally post-IPO. La società ha visto un significativo aumento del valore delle sue azioni, avvicinandosi a superare Amazon per capitalizzazione di mercato.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.