Borse Asia deboli, pesano dati Cina e turbolenze in Afghanistan
Seduta all’insegna della debolezza per le principali Borse asiatiche sotto il peso dei timori per le turbolenze in Afghanistan e le prospettive per l’economia cinese dopo i dati diffusi ieri e inferiori alle attese. In questo contesto anche l’indice Nikkei non è riuscito a trovare in chiusura la strada dei rialzi, pur contenendo le perdite. Nel dettaglio, la seduta si è chiusa con il listino nipponico in flessione dello 0,23% a quota 27.458,65 punti.
Breaking news
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.
Annunciato un piano di investimenti da un miliardo di dollari in Italia nei prossimi cinque anni