STM debole in Borsa con effetto Micron
Seduta all’insegna della debolezza per STMicroelectronics. Il titolo del big italo-francese dei chip indietreggia dello 0,8% circa a 36,32 euro, dopo la recente corsa in Borsa che nell’ultimo mese l’ha portato a registrare una crescita di oltre il 12%.
Secondo alcuni operatori oggi Stm starebbe accusando la caduta della statunitense Micron Technology che ieri ha chiuso la seduta a Wall Street a circa -6%. Sul big usa dei chip pesa il downgrade di Morgan Stanley che ha abbassato il rating a Equal Weight dal precedente Overweight, con il target price che è passato a $75 da $105. Gli analisti della banca d’affari Usa hanno pubblicato un rapporto intitolato “L’inverno sta arrivando”, avvertendo di un difficile contesto sul fronte prezzi in arrivo il prossimo anno.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.