09:15 mercoledì 11 Agosto 2021

Piazza Affari sfreccia a +0,5% in avvio, Buzzi in testa con ok a piano infrastrutture Usa

Ancora acquisti predominanti a Piazza Affari in avvio della seduta di metà settimana. Il Ftse Mib segna un rialzo dello 0,49% a quota 26.329 punti, sui nuovi massimi dal 2008. L’equity tricolore si accoda ai nuovi massimi storici toccati ieri sera da Wall Street in attesa dei dati di oggi sull’inflazione che potrebbero alimentare le attese di tapering da parte della Fed entro fine anno se l’ascesa dei prezzi si manterrà a livelli molto elevati.

Intanto ieri sera, dopo mesi di negoziati, il Senato degli Stati Uniti ha approvato un piano infrastrutturale da 1.000 miliardi di dollari. Il voto bipartisan 69-30 ha segnato una vittoria significativa per il presidente Joe Biden. Adesso servirà il via libera della Camera che dovrebbe essere una formalità visto che qui la maggioranza è democratica.

Tra le blue chip milanesi si muove in buon rialzo Buzzi (+1,7%) che si giova proprio del via libera al piano infrastrutturale Usa. Bene anche le banche (+1,3% Bper e Unicredit, +1,1% Banco BPM, +0,65%) sulla scia dell’ascesa dei rendimenti statunitensi per le attese per un tapering della Fed entro la fine dell’anno.

Tra i pochi segni meno ci sono Campari (-0,45%) e Amplifon (-0,38%).

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Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.

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Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.

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